Storia del Museo diffuso

Il Museo Diffuso

 Il museo diffuso, a differenza di quello tradizionale, «è un museo basato su un patto con il quale una comunità si prende cura di un territorio – Maurizio Maggi nel 2002», esso crea i suoi percorsi di visita all’interno di un’area geografica. Luoghi, avvenimenti, antichi mestieri e personaggi storici vengono uniti attraverso itinerari tematici. La narrazione è affidata a un sistema di segnaletica che, in modo lineare e completo, racconta le caratteristiche distintive del territorio.  
La particolarità di questo museo è che non è tutto qui. Anche la popolazione ha il suo ruolo da protagonista nel valorizzare i posti in cui è nata e cresciuta. Tramite incontri, attività didattiche e azioni di conservazione, gli abitanti diventano proprietari responsabili del museo diffuso. Un museo di tutti e per tutti
In questo contesto narrativo il museo riesce ad attrarre i turisti e scolaresche in zone del territorio poco conosciute, in un’area che permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza attiva tramite i posti da raggiungere, i particolari da cercare e le storie da respirare. 

Come nasce un museo diffuso di Castelfidardo 

Il museo diffuso nasce dalla consapevolezza di alcuni cittadini che avevano a cuore il patrimonio storico, artistico e naturale di Castelfidardo da tutelare e valorizzare. Per il tema che si è voluto dare al percorso la scelta è partita dagli avvenimenti salienti e luoghi significativi del territorio: La Battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860 per l’unità d’Italia con tutti i monumenti che ricordano l’evento militare, la Fisarmonica il cui primo modello molto spartano arrivò a Castelfidardo nel 1863 da un viandante ex zuavo pontificio che aveva combattuto nella battaglia del 1860, ospitato dal contadino Soprani lo lasciò in dono ai Soprani dando il via all’industria della fisarmonica Paolo Soprani. Lo stesso Paolo Soprani diventato sindaco perorò la realizzazione del monumento nazionale ai Vittoriosi di Castelfidardo del 1912. La preistorica Selva di Castelfidardo che con la sua fitta vegetazione permise ai bersaglieri piemontesi di nascondersi e fermare per tre la fanteria pontificia dando il tempo al resto dell’esercito sardo di accerchiare il nemico e vincerlo. La nobile famiglia dei duchi Ferretti di Castelferretto imparentata con il Papa Po IX, nel 1953 acquistò la villa dove morì il generale pontifico Georges de Pimodan ed il bosco della Selva garantendo una adeguata conservazione e perenne memoria. Lo stesso duca Roberto Ferretti nel 1999 costituisce la omonima fondazione Ferretti per tutelare e divulgare il patrimonio ed il valore storico dell’area della battaglia. Le antiche fonti d’acqua naturale con particolare attenzione a quelle della Concia e del Cenciarello che hanno permesso alle donne della città di prelevare l’acqua per innaffiare le 22.000 piante che adornarono il parco del monumento ai Vittoriosi. Sono cinque i percorsi che pur avendo una caratteristica propria e visitabile, si intersecano e si completano vicendevolmente nella storia risorgimentale della città. 
Volendo fare dei percorsi specifici e tematici, il museo diffuso ha cinque vie:

La Via del Risorgimento  

  • Museo del risorgimento con le sale espositive di Palazzo Ciriaco Mordini situate al centro dell’antico castello 
  • Monumento nazionale ai Vittoriosi di Castelfidardo situato ad un km dal centro nella collina di Monte Cucco con scalinate, vialetti, fontane e pineta di 10 ettari racchiuse dalle maestose cancella te degli allori 
  • Sacrario-Ossario dei caduti piemontesi e pontifici situato nell’area della battaglia a 4 Km dal centro storico   
  • Area della battaglia con le case coloniche, le stradine di campagna e cippi storici descrittivi delle fasi di battaglia, i fiumi Aspio e Musone 
  • Villa Ferretti di Castelferretto dove morì il generale pontificio George de Pimodan sede anche della Collezione Ferretti 
  • Selva di Castelfidardo area floristica protetta regionale e zona S.I.C. nella quale si è svolta una fase determinante della battaglia

La via della Filarmonica

  • Museo della fisarmonica nel centro della città
  • Laboratorio espositivo Fisarmonica da Guinness  
  • Fabbriche di fisarmoniche e le vie del centro storico dove lavoravano gli artigiani
  • quando iniziarono a produrre le fisarmoniche

La via della natura

  • da quella primordiale alla pineta monumentale 
  • Selva di Castelfidardo bosco preistorico relitto delle antiche foreste del quaternario, 
  • La pineta del parco monumento nazionale delle Marche in onore dei vittoriosi
  • Castelfidardo 

La via della nobiltà ed arte marchigiana

  • Villa Ferretti di Castelferetto 
  • Villa Ferretti in zona Monte Oro Selva di Castelfidardo

La via dell’acqua

  • le antiche fonti 
  • La fonte del Cenciarello
  • La fonte della Concia
  • La fonte de Gualdo 
  • La fonte de Catignà  
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email