Storia del Museo diffuso

Il Museo Diffuso

 Il museo diffuso, a differenza di quello tradizionale, è un museo basato su un patto con il quale una comunità si prende cura di un territorio”, esso crea i suoi percorsi di visita all’interno di un’area geografica. Luoghi, avvenimenti, antichi mestieri e personaggi storici vengono uniti attraverso itinerari tematici. La narrazione è affidata a un sistema di segnaletica che, in modo lineare e completo, racconta le caratteristiche distintive del territorio.  
La particolarità di questo museo è che non è tutto qui. Anche la popolazione ha il suo ruolo da protagonista nel valorizzare i posti in cui è nata e cresciuta. Tramite incontri, attività didattiche e azioni di conservazione, gli abitanti diventano proprietari responsabili del museo diffuso. Un museo di tutti e per tutti
In questo contesto narrativo il museo riesce ad attrarre i turisti e scolaresche in zone del territorio poco conosciute, in un’area che permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza attiva tramite i posti da raggiungere, i particolari da cercare e le storie da respirare. 

Come nasce il museo diffuso della battaglia di Castelfidardo 

Il museo diffuso della battaglia di Castelfidardo nasce dalla consapevolezza di alcuni cittadini che avevano a cuore il patrimonio storico, artistico e naturale della città con l’intento di tutelarlo e valorizzarlo.

Si concretizza grazie alla sinergia tra la sezione locale di Italia Nostra, l’amministrazione comunale, gli storici locali e il determinante apporto del dott. Massimo Coltrinari.

Il museo si inserisce e completa quello più ampio sul patrimonio culturale ed ambientale cittadino che comprende anche il Museo Internazionale della Fisarmonica, le antiche fabbriche di armonici, la Fisarmonica da Guinness dei primati, le antiche fonti d’acqua, le chiese, il centro storico medievale, i personaggi e le vicende della città nei secoli. Volendo fare dei percorsi specifici e tematici sul museo diffuso di Castelfidardo il visitatore può collegarsi a due siti : https://www.comune.castelfidardo.an.it/turismo/ e https://www.castelfidardostorica.it/ .

Per il percorso risorgimentale si è fatto riferimento alla battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860 per l’Unità d’Italia, ai monumenti presenti nei vari luoghi della città e all’area della battaglia.

Nel fare ricerche per la sua realizzazione è stato inevitabile scoprire le connessioni che l’evento ha avuto con il territorio e con alcuni personaggi particolarmente significativi per la nostra comunità.

Il percorso comprende:

  • Le sale espositive con la biblioteca storica situate nello storico palazzo Ciriaco Mordini e il Salone degli Stemmi, “aula magna del municipio di Castelfidardo”, dove è possibile ammirare il celebre dipinto di Giovanni Gallucci emblema iconografico del combattimento di Castelfidardo.
  • Il Monumento Nazionale delle Marche ai “Vittoriosi di Castelfidardo” con il suo parco situato ad un km dal centro ed ubicato nella collina di Monte Cucco con scalinate, fontane e vialetti racchiusi dalle maestose Cancellate degli Allori
  • Il Sacrario-Ossario dei caduti piemontesi e pontifici situato nell’area della battaglia a quattro chilometri dal centro storico
  • L’ Area della battaglia con le case coloniche, le stradine di campagna, i cippi storici che descrivono le fasi del combattimento e i fiumi Aspio e Musone
  • Villa Ferretti di Castelferretto (ex Casino Sciava) dove morì il generale pontificio George de Pimodan sede anche della Collezione d’arte Ferretti
  • La Selva di Castelfidardo area floristica protetta regionale e zona S.I.C. nella quale si è svolta la fase determinante della battaglia e la collina di monte San Pellegrino dove si trovava disposta l’artiglieria sardo-piemontese durante lo scontro.
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